QUASI ESTATE di Francesca Valenti in CULTURE CARE 2026
Una ragazza in poltrona, le confidenze sulla sua vita, la scoperta di sé e dell’innamoramento. Un giorno, l’incontro con Matteo, il ragazzo che le piace, inizialmente piacevole e poi degenerato
Una ragazza in poltrona, le confidenze sulla sua vita, la scoperta di sé e dell’innamoramento. Un giorno, l’incontro con Matteo, il ragazzo che le piace, inizialmente piacevole e poi degenerato
La Compagnia Laboratorio Metamorfosi, lontana dall’esperienza di Pirandello e ad un secolo esatto di distanza, inserisce la rappresentazione nel racconto della sera della prima, avviando un percorso sul rapporto tra arte e potere nel nostro presente, in cui è importante più che mai che l’arte sia e rimanga libera e resistente.
Nella stagione di Desidera Teatro Oscar di Milano
La Compagnia Laboratorio Metamorfosi affronta “La Sagra del Signore della Nave”, i suoi temi arcaici e simbolici, ma la inserisce nel racconto della sera della “prima”, alla presenza di Mussolini, intraprendendo un percorso sul rapporto fra arte e potere nel nostro presente, in cui è più importante che mai che l’arte sia, ora e sempre, resistente.
Ogni allievo ha creato il proprio personaggio e si sono scritti insieme alcuni testi inediti. Il risultato è un'umanità strana che riflette uno spaccato della nostra società a volte divertente, a volte accattivante, che si spera possa far riflettere sulla strada intrapresa dalla nostra società.
In scena interpreti non professionisti costruiscono una drammaturgia corale fatta di parola e canto, muovendosi attorno a dodici sedie disposte in cerchio, simbolo del tempo e del meccanismo inesorabile della tragedia.
Un racconto collettivo sul fallimento, la responsabilità e il difficile rapporto tra generazioni.
Il vento porta nella città uno strano Esserino, che non si esprime, non conosce, non sa. Cosa succede allora alla città e ai suoi abitanti? E all’Esserino? Il gruppo Matinée ha lavorato sul tema della gentilezza, e su quanto è difficile scardinare abitudini che non permettono di ascoltare, comprendere, accogliere.
Con/Fine è una storia piccola, una storia comune, una storia di persone normali che, con le loro paure e desideri, difendono la propria semplice quotidianità contro un mondo in continuo, frenetico, cambiamento.
Con/Fine è una storia piccola, una storia comune, una storia di persone normali che, con le loro paure e desideri, difendono la propria semplice quotidianità contro un mondo in continuo, frenetico, cambiamento.
In scena interpreti non professionisti costruiscono una drammaturgia corale fatta di parola e canto, muovendosi attorno a dodici sedie disposte in cerchio, simbolo del tempo e del meccanismo inesorabile della tragedia.
Un racconto collettivo sul fallimento, la responsabilità e il difficile rapporto tra generazioni.
Questo spettacolo itinerante porterà uno stormo di giovani e spauriti uccelli ad affrontare un viaggio di iniziazione attraverso difficoltà, entusiasmanti avventure, sorprendenti incontri, travolgenti esperienze, fino alla scoperta di quali siano le cose che vale la pena ricordare e forse anche alla scoperta di se stessi.
Questo spettacolo itinerante porterà uno stormo di giovani e spauriti uccelli ad affrontare un viaggio di iniziazione attraverso difficoltà, entusiasmanti avventure, sorprendenti incontri, travolgenti esperienze, fino alla scoperta di quali siano le cose che vale la pena ricordare e forse anche alla scoperta di se stessi.
Musica e parole si intrecciano in uno storico Dancing di periferia chiuso e poi, per caso, riaperto nel 2014, ma ancora cristallizzato in un’epoca passata. Nel rapido scorrere delle note qualcosa resta. Fisso, intramontabile, pur nella velocità degli eventi che si affastellano.