OSSERVATORIO CRITICO per CULTURE CARE 2026
31 MARZO 2026 Colab Torre Cimabue ore 17.30-19.30 Incontro di formazione critica del pubblico in vista della rassegna CULTURE CARE 2026 di teatro in relazione alla salute mentale. La critica […]
31 MARZO 2026 Colab Torre Cimabue ore 17.30-19.30 Incontro di formazione critica del pubblico in vista della rassegna CULTURE CARE 2026 di teatro in relazione alla salute mentale. La critica […]
Dal 9 al 19 aprile 2026 CUTLURE CARE, giornate di approfondimento su teatro, irrazionale e salute mentale
Lucignoli nasce tra i vissuti di persone in sofferenza e, con il suo lettino nero, i ceri e i brindisi misterici, simboleggia una cerimonia funebre: l’omologazione al PORNO SHOW e la scomparsa della poesia. Le vicende di Pinocchio e del suo amico sfigato, in questa visione allucinata, diventano una specie di reality porno show in cui tutte le figure sono corrotte dalla brutalità dei nostri tempi
Alice segue il coniglio e cade nella sua tana. E si ritrova in un mondo in cui non si ritrova. Dove è finita? E il coniglio dov’è? È una voce nella sua testa. È la sua voce che le dice di correre, di stare lì, di fare, di fare, di fare. Ma in tutto questo fare Alice chi è? Ma Alice non è sola, si appoggia a un braccio, a una gamba, a uno sguardo. Si fa forte di chi prima di lei è stato eroe. Il viaggio di Alice è un viaggio col fiatone, senza respiro. Il respiro, dice il microfono, è nel teatro.
Uno spettacolo che unisce il linguaggio adolescenziale con le origini dell’umanità; che interroga il pubblico sul rispetto, sulla colpa, sul desiderio; che indaga le linee di confine, i limiti da non oltrepassare, i conflitti. In tutte le loro sfumature.
Il film dal linguaggio tragicomico e visionario porta sul grande schermo la vita di persone scelte dalla strada che diventano attori, performer della loro vita, storie diverse tra di loro, portate sullo schermo con coraggio, momenti drammatici e commoventi.
Un uomo solo, prigioniero di una casa senza pareti da cui non trova la forza di uscire, incatenato da riti quotidiani, voci, ricordi che gli appaiono davanti agli occhi, sogni. Su tutto il rapporto simbiotico e conflittuale con la sua ombra, la malattia, il gemello oscuro a cui Joenes attribuisce la responsabilità delle scelte sbagliate, delle strade non prese, dell'amore mancato.
Una ragazza in poltrona, le confidenze sulla sua vita, la scoperta di sé e dell’innamoramento. Un giorno, l’incontro con Matteo, il ragazzo che le piace, inizialmente piacevole e poi degenerato
Dopo l’ultima replica de “La sagra del Signore della nave” e a chiusura del festival, ci prendiamo un momento per condividere con gli spettatori alcune riflessioni e spunti critici nati in tutto questo tempo proprio in seno al Gruppo Critico di CULTURE CARE 2026